Cordialmente.
Antonio Greco Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (espatriato, analista del degrado)[ Copia di lettera inviata al Presidente Napolitano ]
Parigi, novembre 09
Onorevole Presidente,
Reagisco alla sua giusta preoccupazione per l’aumento, doloroso e continuato, di morti sul lavoro. E’ il motivo per cui sottopongo alla sua attenzione un’evoluzione negativa, dopo una lunga inchiesta più che decennale, sulle cause delle difficoltà sociali italiane e sui fattori che generano morti bianche.
Il deragliamento della società italiana, accelerato di recente, è iniziato da alcuni decenni. Senza che nessuno abbia pensato di esaminarlo per bene, al fine di attuare le contromisure necessarie. Da cinque anni lancio l’allarme per la crisi sociale e la recessione italiana (che erano prevedibili da un espatriato attento).
Nessuno ha reagito, in un contesto evolutivo preoccupante. Tale contesto avrebbe invece provocato una reazione determinata, se la crisi fosse avvenuta in un Paese del Nord Europa.
Fra i numerosi fattori del degrado italiano, forse il più preoccupante, il padre di tutti i deragliamenti, è l’inesistenza di una società nazionale, che non è stata mai creata (unico caso in Europa occidentale, mi pare). I “vizietti italiaci’ che ho identificato, nella mia lunga inchiesta, mi portano alla conclusione che l’Italia è un Paese dall’equilibrio troppo instabile.
Non puo’ ritenersi funzionante quel Paese che:
- non sa (o non vuole) applicare la costituzione e le leggi in modo rigoroso, completo ed uniforme per tutti ;
- a fronte di problemi nazionali annosi, non ha la capacità di decidere soluzioni adequate e tempestive se un clan fa ostruzionismo nel proprio interesse particolare ; non esiste infatti una chiara strategia di Paese, mentre gli interessi nazionali sono troppo spesso dimenticati ; esiste poi un modo di discutere, nella politica “all’italiana”, che non rende facile il raggiungimento del consenso nelle assemblee ; (la frase di De Gasperi, uscito dal parlamento austriaco ed entrato in quello italiano, fu :“E’ un circo”).
- porta avanti lunghe e difficili discussioni politiche arrivando a soluzioni inefficaci, per l’incapacità di guardare in faccia la realtà, che è spesso sostituita da false verità, doppie menzogne, fatue illusioni ...(si tratta di una scoperta fatta da Barzini nel ‘ 65) ; le discussioni politiche,che sono spesso basate su non detti, sottintesi, menzogne, non possono essere risolutive !
- a fronte di una chiarissima perdita di competitività del sistema, non sembra sia stata richiesta dalle istituzioni la cosa più necessaria: un’inchiesta seria, neutrale, sulle cause della deriva sociale. Forse per non scoprire qualche altarino ? Non si è pensato poi all’ovvio: la perdita del potere d’acquisto, lamentata da tanti, è legata alle inefficienze ed agli sprechi annosi ed in aumento accelerato..., di cui pero’ non si discute.... Io commenteri cosi: “Non discutere degli sprechi, nelPaese sprecone, non è nell’interesse dello stesso”.
- ha un territorio vario, bello e frastagliato, ma non ha una società nazionale, colle sue fondamenta (Patto Sociale, interessi nazionali, valori condivisi di riferimento, orgoglio di quello che sa(peva) fare, capacità di gestione delle istituzioni a livello europeo). Ha invece i clans, le cordate, le bande, le confraternite....., proprio come all’epoca dei Principati.
Non faccia un saltino di sorpresa, Presidente, nel leggere “come i Principati”. In quanto a caratteristiche gestionali del Paese, noi stiamo praticamente vicini a tale scenario. Infatti i ministri della P.I., dall’unificazione del regno d’Italia a oggi, non hanno mai capito che la famosa frase “Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani” indicava la necessità di un’azione educativa determinata, continua, seria (non all’italiana) e ben organizzata.
Bisognava, era evidente a persone di buon senso, educare, strutturare una società, chiarendo a tutti i diritti e doveri dei cittadini e dello stato, che infatti tanti cittadini non conoscono. Nessun primo ministro lo ha fatto, per più di un secolo. E infatti, nel nuovo Regno d’Italia, si continuo’ a gestire la cosa pubblica come prima. Ogni clan e principato ha agito per conto suo. Fino ad oggi, troppo spesso cosi è andata. E’ vero che la poca autorità del re limitava in qualche modo le lotte fra i clans. E vero che, fino a dieci anni fa, i clans agivano nell’ombra, in quanto il doppio scenario ed il doppio linguaggio permettevano di far finta di gestire un “popolo unico”, di mostrare di proteggere i suoi interessi nazionali. Mi chiedo se non siamo ..... divenuti un esempio europeo del doppio scenario ? E se siamo degli europei maturi ?
Abbiamo quindi raggiunto lo scenario a cui eravamo predestinati, viste le nostre incapacità sociali, e per l’assenza di una vera unità nazionale, sostituita da un coacervo di confraternite e cordate diverse, ognuna con la propria tattica. Pronte allo scontro, se necessario... , perché la coesione nazionale, in termini sia di strategia chiara che di comportamenti e mentalità nazionale, non è mai veramente esistita, è stata piuttosto una finta coesione in un finto Paese, perché dietro le quinte.... tutto e il contrario di tutto puo’ avvenire !
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Il Kaos, che sta fuori la porta di casa Italia, ha usato questa strategia per inpossessarsi del Bel Paese. Ha inviato i suoi generali a sobillare, per preparare il suo ingresso, in giro per l’Italia. Essi han fatto un buon lavoro: hanno preso possesso di gran parte del Paese, specialmente nei contesti istituzionali.
I generali del Kaos sono divenuti ormai i sei dittatori del Paese scassato : Confusione, Rassegnazione, Irresponsabilità, Lassismo, Allegra Gestione e Doppio Scenario, Corruzione.
La vita sociale italiana ha il primato europeo della Confusione !
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I primi effetti (la punta dell’iceberg) dell’inapplicazione delle regole, dell’allegra gestione, della incompetenza professionale troppo diffusa, sono l’incertezza sul futuro, lo stress diffuso, l’assenza di programmi chiari, talora la confusione mentale di chi gestisce - piuttosto male - le risorse pubbliche. Fra gli effetti che già si vedono: a) l’aumento del numero di morti sul lavoro; b) l’aumento del numero di incidenti e morti stradali.... c) l’aumento della insoddisfazione e della non applicazione dei diritti, della povertà e dei litigi sociali ; d) l’aumento degli sprechi pubblici, i quali rischiano di fare del bilancio nazionale un
colabrodo ; e) i reiterati attacchi allo stato di diritto, complice il doppio scenario di molti politici.
Pur se questi incrementi dovrebbero generare una strategia efficace di contenimento (un realista vedrebbe necessaria l’eliminazione degli sprechi in aumento), gli Italiani continuano.... a parlare di destra e di sinistra! Sempre nel quadro delle finzioni restiamo, perché nel Paese delle maschere, il realismo sembra sparito !
SINTESI
Il sistema Italia è in recessione. Arrestare la recessione, si puo’ !
Per arrestarla, ci vogliono buoni binari, paletti robusti. Il sistema Italia non ne ha !
Dei buoni binari, si ! Ma fatti con una lega di metalli europei, non con della ferraglia italiana.
La prima cosa da fare sembra essere : la fucilazione del Doppio Scenario nella vita pubblica. Quello che copre con una pietosa coperta sia le lottizzazioni che contratti pubblici di dubbia correttezza. Senza la verità non ci puo’ essere progresso, nell’era del Villaggio Globale ! Ammazzare il Doppio Scenario, è possibile ? Si, soltanto costruendo una società nazionale ! ! Dunque la CATARSI è urgente, indifferibile !
E’ urgente iniziare una riflessione seria (non di dstr e snstr). Su come le istituzioni possano imparare la gestione corretta (quella coi risultati, senza le chiacchiere). Su come ripristinare la frontiera fra legalità e illegalità.....
Senza una riflessione seria (a livello europeo), niente binari di buona lega.
Senza binari di buona lega, alcune cose rischiano di aumentare : la povertà, la cassa integrazione, l’insicurezza, gli obiettivi mancati.
Le invio i mei rispettosi saluti da un Paese normale e dichiaro la disponibilità di 2/3 espatriati per una presentazione seria, a Lei o a persona di Sua fiducia, del gigantesco problema sociale (quello che genera incapacità), il quale negli ultimi quindici anni non è stato affrontato.
Antonio Greco
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UN POPOLO CHE NON SA GUARDARSI ALLO SPECCHIO PER CAPIRE I MOTIVI DEI SUOI PROBLEMI SOCIALI É UN POPOLO CHE NON HA DIRITTO AD UN FUTURO
PUO’ L’ ECONOMIA ESSERE FIORENTE, SE LA SOCIETÀ ITALIANA NON HA UN GRANDE INTERESSE NELLA MERITOCRAZIA ? SE SONO STATI ELIMINATI, IN CAMPO SOCIALE, I VALORI ? SE L' ORGANIZZAZIONE É’ UNO STRUMENTO SCONOSCIUTO ? SE LA SOCIETA’ NON CONOSCE I BASTONI E LE CAROTE ?
CHE REALISMO QUELLO DI UN PAESE CHE DICE ESSERE IN DEMOCRAZIA, MA ATTUA INVECE LA PLUTOCRAZIA ?
UNA SOCIETÀ SENZA PATTO SOCIALE E REGOLE (CHE FUNZIONINO), DIVIENE PRESTO UNA SOCIETÀ CONFUSA, INEFFICIENTE.
Nell’era della globalizzazione, un Paese che non si guarda allo specchio, per correggere i propri errori e migliorarsi, è un Paese senza futuro.
Un popolo che non ha costruito una società, che ha eliminato i valori nella vita sociale, che è strutturato in clans, cordate, bande e tribù, è un popolo che va al suicidio (con coscienza o incoscienza, sempre suicidio sarà).
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DUE SALSE UN PO’ DIVERSE
Dai mei contatti in Italia e su Internet è chiaro che quasi nessuno ha idea di cosa si dovrebbe cambiare...., nel Paese confuso.
Credevo che, anche se nel Bel Paese la riflessione lucida si è molto “ammosciata”, fosse diffuso fra chi ha fatto il liceo o l’università un minimo di logica e struttura per ragionare. Ormai è chiaro che mi sono sbagliato. Il realismo è sparito in un sistema dove la cappa di menzogne, di verità nascoste, di doppio linguaggio, di finzioni accettate, lo hanno ammazzato.....
Allora, per quelli che continuano a seguire la Commedia dell’Arte Politica (colpa dei Ghibellini/snst; o colpa dei Guelfi/dstr), propongo una logica semplice, chiara e realista. Anzi europea.
ESSERE COMPETITIVI
Il mercato globalizzato è una scure inesorabile, non si affronta all’italiana (con fantasia, accuse, confusione). Se sei efficiente... vendi. Se vendi, .....crei occupazione.
Se sei inefficiente, non vendi, ma .....assisti alla fuga degli imprenditori, dei cervelli. In compenso, puoi giocare alla destra e sinistra.... La qual cosa significa, in Italia : “Voglio andare io a gestire la greppia (per il mio clan), cioé impedisco all’ altro clan di prendere la cassa”.
IL RUZZOLONE
In un Paese che sta esaurendo le risorse pubbliche (siamo alla frutta a e non c’ è dessert), che non ha metodi di gestione efficaci e per il lavoro di qualità, ove non esistono le capacità di costruire il sociale. Quello che si fa con nonchalance è pagare in priorità le prebende, talvolta favolose, dei politici (cioé ....quelli che hanno usato il piccone, per scassare....).
Efficienze
Essere efficienti, come ? Basta la salsa dello sviluppo, ad ogni portata.
Essere inefficenti, come ? Basta la salsa del sottosviluppo, ad ogni piatto.
La salsa dello Sviluppo:
coerenza, sincerità, rigore, regole chiare, responsabilità e affidabilità. Bastoni e carote per allontanare o punire i demagoghi, gli stolti e gli irresponsabili. Obblighi del proprio ruolo. Giustizia chiara, funzionante, organizzata. Leggi eguali per tutti, affidabili, sicure per la chiarezza, inesorabili. Qualità del lavoro, merito, organizzazione (1), impegno, strategie, programmi.
Credo che in Italia, per molti anni, la salsa dello Sviluppo, sia stata assente.
La salsa del sottosviluppo:
libertà totale di farsi le proprie regole, doppi scenari, doppio linguaggio, lassismo. Interpretazione libera del proprio ruolo, dei propri tempi, irresponsabilità, verità di dstr e verità di snst (nella stessa situazione). Demagogia, giornalisti sonnolenti o in attesa di ordini da qualcuno. Assenza di organizzazione (1). La non qualità, la non risposta....diffuse... Emergenze. Ruote grippate, pantani diffusi. Complicità. Insomma tutto quello che genera incertezza, tutto quello che aumenta i costi.
La salsa dello sviluppo, piuttosto diffusa in U.E., è contenuta generalmente in una coppa di coccio robusto, sui cui si puo’ trovare una scritta: SERIETA’.
La salsa del sottosviluppo è spesso contenuta in una insalatiera di ceramica con bei colori. Non c’è una scritta. Ma chi ha occhi aperti puo’ leggere: SPRECHI ..... Pero’ non è scritto. Quindi non se ne parla......
Cosa è successo in Italia
La mia ricostruzione di quanto successo negli ultimi decenni. Brutti ceffi hanno preso il potere, senza avere capacità professionali. Hanno chiamato compari, capaci di manovre di corridoio, raramente di gestione corretta. La diffusione della demagogia, che in un Päese ignorante fa lunghi percorsi indisturbata, ha facilitato la diffusione di nuovi comportamenti, basati sugli interessi privati (facile se i controlli sono evanescenti, o i legislatori scrivono leggi all’ italiana , cioé non strutturate, né verificate, né chiare). Questi nuovi comportamenti hanno avuto, come primo obiettivo l’assassinio della serietà, della coerenza, dell’ onestà, del lavoro di qualità, e il rimpiazzo di una società con clans, congreghe, confraternite, ghenghe. Nessuno, durante le evoluzioni, ha chiesto: “ma forse l’efficienza se ne va a spasso ?”
Gli sprechi diffusi, la corruzione indisturbata, la finanziaria difficile, ci hanno fatto notare che.... l’ efficienza era sparita e la professionalità pure.....
Un ex-ministro della giustizia (Mastella) dichiara che la giustizia è in crisi da un decennio (oggi 84 % dei delitti sono impuniti). Ad un europeo appare chiaro che la giustizia, come il Paese, come la salute, non potrà essere veramente migliorata se gli Italiani non imparano l’ organizzazione, la precisione, la coerenza, la puntualità, il lavoro di qualità insomma....Il Magreb rischia di avvicinarsi... a meno che non prendiamo contromisure. Per le quali espatriati possono e devono aiutare. La prima contromisura è un paragone serio coll’ Europa.....
APRITE GLI OCCHI ........
(1)L’ organizzazione, qualcuno direbbe, riguarda la capacità di strutturare contenuti, fasi e tempi di una gestione complessa (un Paese, un’ Alitalia, ad es.). Siete d’accordo ?
Io direi anche che tale tipo di organizzazione (il II tipo) diviene ovvia se c’é l’ organizzazione del “primo tipo”. L’ organizzazione del I tipo, piuttosto diffusa in U.E., è l’organizzazione mentale. Il vaccino contro la confusione...Cioé la forma del pensiero. Che in tanti Paesi europei si impara a scuola. In Italia invece, essa mi sembra insegnata solo nelle università, nelle facoltà scentifiche, non ovunque. Qualcuno puo’ correggermi ?
Si puo’ anche sostenere, per estensione, che un rinnovamento eventuale del Paese dovrebbe essere gestito non da azzeccagarbugli (dotati di intuito politico), ma da tecnici, per essere efficace...
Antonio Greco
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(disponibile per presentare le cause del degrado, delle incapacità, dei fallimenti italiani)
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