Forse questa è la volta buona, qualcosa sta cambiando. Siamo riuscite con fatica, anche se c’è ancora tanto da fare, a crearci uno spazio in politica, con grande sacrificio, ma…restiamo ancora delle quote. Ci siamo sempre sentite svantaggiate, escluse dalla politica e dalle opportunità professionali e sociali riservate agli uomini e per questo siamo costrette ad invocare delle quote. Anche molti uomini sono concordi nel ritenere che il basso numero delle elette in Italia sia dovuto principalmente alle resistenze degli stessi e ai meccanismi di cooptazione, che limitano la presenza delle donne nelle liste elettorali.
Dobbiamo essere convinte e quindi riuscire a convincere che una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica consentirebbe di vivere in un territorio migliore e che molte donne sarebbero maggiormente disposte a votare una candidata piuttosto che un candidato. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia. Per poter rinnovare in questo senso la politica dobbiamo fare di tutto affinchè le donne non siano soltanto uno specchietto per le allodole in una lista e che oltre all’immagine c’è anche la competenza. La nostra competenza. Purtroppo l’immagine delle donna che si recepisce dai media è per la maggiore una corte di giovani e compiacenti disposte a tutto pur di calcare , in alternativa di trasmissioni demenziali di certe reti televisive, anche le aule dei vari consigli o del parlamento. Queste donne disposte a tutto pur di compiacere politici vecchi e bavosi per una promessa di carriera. E mi sorprende anche il silenzio delle nostre ministre in merito. Ma per fortuna non siamo tutte cosi, c’è ancora chi lotta affinchè la politica non degradi completamente e non si riduca ad un mero serraglio di cavalle imbizzarrite. Questa non è politica ma spettacolo e altro. Non siamo tutte cosi, per fortuna ci sono donne che denunciano questo degrado , lavorano seriamente e non hanno paura di affrontare una grande battaglia per una politica dove anche le donne possono fare parte della classe dirigente e ricoprire certe cariche e non essere relegate ai margini della politica attiva. Dobbiamo far capire che anche noi siamo esseri capaci di intendere, volere, agire e interagire. Dobbiamo combattere questa cultura macista, e combattere tutte le condotte sessiste. La democrazia paritaria è un requisito fondante di una società moderna e avanzata. Solo cosi potremo avviare un processo di costruzione di una nuova società plurale con un sistema POLITICO DEMOCRATICO COMPIUTO. Oggi ci sono per fortuna movimenti di donne che esprimono a gran voce il loro malessere e la loro decisione di non voler aspettare ancora un cambiamento che non arriva, vogliamo la parità e la vogliamo adesso!!!
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