Pubblicato dal Tirreno di Livorno, oggi, 19.11.2009.
L'Italia, un tempo culla del diritto, è in procinto di divenire tomba della giustizia. Non difendiamo l'attuale organizzazione dell'attività della magistratura (cosa che peraltro dipende dalle decisioni dei poteri esecutivo e legislativo), difendiamo il principio primordiale di ogni democrazia: l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La proposta di legge che Berlusconi sta facendo votare alla sua prona maggioranza parlamentare, pone un limite alla durata dei processi (principio in se giusto, ma solo se accompagnato dalle adeguate misure complementari, tra cui la modifica della procedura penale e sostanziosi finanziamenti per i tribunali) ma solo per permettere al premier di sfuggire ai noti ed incombenti processi.
Si tratta dell'ultimo anello di una catena di 18 leggi volute e fatte ad personam,per consumo proprio, tappe del calvario della giustizia (da aggiungere all'altra recentissima vergogna, il cosiddetto “scudo fiscale”). E' una legge tossica, retroattiva. Così, per mettere Berlusconi al riparo di eventuali condanne, decine di migliaia di procedimenti giudiziari, civili e penali, andrebbero al macero, centinaia di migliaia di persone offese non vedrebbero riconosciute le loro giuste aspettative di giustizia, né i risarcimento loro dovuti. Centinaia di migliaia di persone avrebbero inutilmente speso milioni di euro in avvocati e procedimenti. Inoltre è una legge che discrimina le persone, recidivi e immigrati, rispetto agli altri cittadini. Con questa legge si infligge il massimo vulnus al principio dell'eguaglianza della legge per tutti e grazie ad essa si verrebbe processati per quel chi si è, non per quel che si è commesso. E infine, la cosa più grave di tutte, migliaia di delinquenti la farebbero franca, per grazia del premier e dei suoi proni rappresentanti parlamentari. Aggiungendo la beffa al danno, sarebbero il caso, o la fortuna, a stabilire se una sentenza potrebbe essere emessa o meno: se commetto un reato a Livorno, potrò essere condannato, bene o male il tribunale funziona, se commetto lo stesso reato, poniamo ad Enna, sicuramente quel procedimento non andrà a sentenza, giacchè l'ottanta per cento dei provvedimenti giacenti nel tribunale di quel capoluogo verrà cancellato per impossibilità materiale di svolgere i processi. La proposta della nuova legge “salva- Berlusconi” è, al contempo, atto di forza e provocazione: tali e tanti sono i profili di incostituzionalità, che persino alcuni dei suoi lacchè in toga possono capirlo. E vivamente ci auguriamo che il Presidente della Repubblica non si macchi della colpa imperdonabile di imprimere il proprio suggello ad un atto che ci allontana anni luce dallo stato di diritto, mentre ci fa piombare in uno stato barbarico e personalista: quello in cui - per dirla con Dante – il Monarca “libito fa licito in sua legge”. Non sappiamo se questa legge sia stata proposta per essere respinta e per consentire nuove elezioni, che il capo del governo vorrebbe trasformare in una sorta di plebiscito in suo favore. A questo punto, ogni cittadino per bene, ogni democratico, dovrebbe accettare la sfida berlusconesca. Il “No Berlusconi day” potrebbe essere , per il premier, l'inizio della fine. Che ci eviti di finire in una sorta di Signoria retta da un tycoon senza principi, al di fuori del proprio tornaconto personale, e ci faccia vivere in una repubblica dove la legge sia veramente uguale per tutti. Per lo meno, nella forma.
UMBERTO CALURI BENEDETTO ROMEO PIERO SINATTI
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